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Cenni storici

I numerosi castelli e le residenze nobiliari che si possono ammirare lungo i pendii delle montagne, testimoniano la difesa del territorio dai popoli che lo hanno attraversato e che qui hanno lasciato la loro impronta.
Nel corso dei secoli il territorio è stato plasmato dai contadini e dai commercianti, ed anche il lavoro nelle miniere ha dato il proprio contributo. I vigneti lungo i dolci pendii e gli innumerevoli alberi di mele nel fondovalle hanno contribuito a creare l’attuale paesaggio armonioso.
Fin dai tempi più antichi importanti vie di commercio si sono sviluppate attraverso il Brennero. E non stupisce che re e cavalieri, conquistati dalla bellezza dei luoghi, decidessero di goderne stabilmente.
Sulla cima di alture costruirono fortezze inespugnabili. Più di quattrocento tra residenze nobiliari, castelli e manieri restano a testimonianza di quei tempi e, ancora oggi, emanano un fascino al quale è difficile sottrarsi. L’idea di percorrere il cammino di questi antichi eroi e visitare le loro dimore è davvero intrigante.
Sopra il paese di Terlano si trova in posizione dominante e panoramica il rudere del Castello Casa Nova “Maultasch”, restaurato in modo esemplare.
Le rovine del Castello Greifenstein si possono ammirare in posizione dominante sopra il paese di Settequerce.

Descrizione dello stemmaGemeindewappen
Lo stemma del Comune di Terlano presenta uno scudo rosso con al centro una torre merlata di colore argento-bianco con i portoni aperti verso l'esterno. La torre insiste su tre gradini.
Origini dello stemma
Lo stemma del Comune di Terlano assomiglia molto a quello dei Niederthor, famiglia nobile che resse il Giudizio di Neuhaus dal 1382 al 1559 anno in cui cessò definitivamente la sua attività.
La scelta di questo stemma con al centro una torre-portone si può collegare anche con il nome del Comune di Terlano, anticamente "Törlein" che significa piccolo portone. 

I castelli da vedere

Rudere di Castel Neuhaus (Maultasch)

Sorse probabilmente all’inizio del 13° secolo come duplice roccaforte formata da una chiusa stradale a valle e dal castello vero e proprio sul ripido sperone roccioso. L’esistenza del castello è documentata fin dal 1206 e fu chiamato nova domus, casa nuova. Il castello arroccato sopra il blocco stradale in origine era molto piccolo. Durante la lotta fra i conti del Tirolo ed il vescovo di Trento nel 1275 o 1276 il castello fu distrutto e ricostruito solo nel 1320 con la sagoma tuttora riconoscibile. L’imponente torre risale probabilmente a quell’epoca.
Vari riferimenti fanno presumere che anche Margarethe Maultasch, duchessa della Carinzia e del Tirolo, vi stazionò spesso conducendo un fastoso stile di vita. La leggenda popolare narra che essa affermava voler usare esclusivamente bocce e birilli d’oro per il gioco dei birilli. L’attributo „Maultasch“ sembra si fosse guadagnata per la bocca informe o per la sua linguaccia.
Le ricerche sembrano convalidare invece l’ipotesi che Margarethe si conquistò l’appellativo per il blocco stradale istituito e definito in romano „malatasca“, cioè trappola da topi. Distrutta la parte bassa del castello e la chiusa, il nome probabilmente passò al castello sovrastante e quindi alla duchessa Margarethe.
Nel 1382 i signori di Niederthor e Bolzano acquistarono il castello e lo ristrutturarono come conveniva al loro rango aggiungendovi anche diverse costruzioni minori. Il nobile casato esercitò anche la giurisdizione nel circondario di „Neuhaus“.
Quando nel 1479 i Niederthor si stabilirono nel castello di Fragsburg a Merano, il castello fu abitato solo dalla famiglia del colono. Attorno al 1825 sembra che „Neuhaus“ non era più abitato, ma comunque sempre dotato di tetto. Pare che le tegole furono rimosse per motivi fiscali ed in seguito la sorte dell’edificio fu segnata. Al giorno d’oggi si presenta ridotto ad un cumulo di resti murali.
Il castello „Neuhaus“ è raggiungibile dal paese di Terlano in ca. 20 minuti percorrendo per un sentiero ripido. In alternativa si fa un percorso più lungo attraversando la Via Chiesa e percorrendo la passeggiata Margarethe per arrivare al castello (tutto il giro ca. 1,5-2 ore).

Rudere di Castel Greifenstein (Castel del porco)

In posizione dominante sopra Settequerce si scorgono le rovine del castello di „Greifenstein“. Nominato per la prima volta nel 1159 fu coinvolto nella lotta fra il conte del Tirolo ed il vescovo di Trento nel 1275/1276 e distrutto. La sua ricostruzione nel 1334 è dovuta ai signorotti di Greifenstein, ma nel 1348 Greifenstein fu ancora distrutto da un incendio. In seguito, ricostruito nel 1363, passò ai signori di Starkenberg.
Nel 1420, quando una parte della nobiltà tirolese si oppose al duca Federico d’Austria questo ordinò l’assedio del castello e l’affamamento. Fra i nemici del duca vi fu anche il trovatore Oswald von Wolkenstein. Questo compose agli assediatori un inno alla battaglia, nel quale si burlò di loro.
Le forze del duca non riuscirono a conquistare il castello di Greifenstein, ma intanto la lotta della nobiltà e del castellano Wilhelm von Starkenberg aveva perso ogni significato e così lo Starkenberg scomparve uscendo probabilmente dalla crepa a sud ovest del castello. Avuta l’assicurazione del salvacondotto, i 18 servi non resistettero oltre.
Ora il castello di Greifenstein è in degrado.
Il castello è denominato anche castello del porco, che deriva dalla leggenda dell’assedio durante il quale i diffensori hanno sofferto grande pena e ristrettezza perché le scorte erano tutte esaurite. In cantina era rimasta una sola bestia bella grassa. Uno degli uomini ebbe l’idea di non uccidere il poderoso animale, ma di gettarlo dall’alto con atteggiamento ironico e compiacente ai piedi degli assediatori. Quando questi videro una tale dimostrazione di fiducia, perdettero ogni coraggio, certi che le forze a difesa del castello potessero resistere grazie all’ingente scorta di provviste. Si ritirarono dall’assedio e Greifenstein si salvò.
Dal centro di Settequerce si può arrivare a piedi al castello in 1,5 ora ca.

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